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Stupidità funzionale: la cultura dominante nel mondo finanziario

Stupidità funzionale: la cultura dominante nel mondo finanziario - Carlo Alberto Pratesi

Meditare a fondo sui problemi e porre domande scomode è sconsigliato. Una nuova ricerca della Cass Business School ci rivela la cultura della stupidità diffusa nella City di Londra. 

La serie di scandali che ha colpito il mondo finanziario nel 2012 è riconducibile a una diffusa cultura detta "stupidità funzionale". Le aziende a elevati livelli di competenza, come le banche, hanno sviluppato una cultura del "non pensarci, fallo e basta". Meditare a fondo sui problemi e porre domande scomode è normalmente sconsigliato.

Questi sono i risultati di un recente studio condotto dal Professor Andre Spicer della Cass Business School, City University London in collaborazione con Mats Alvesson della Lund University, che rivelano che la cultura dominante nel mondo finanziario mira a dissuadere i dipendenti dall'utilizzare appieno le loro facoltà intellettive. Questo significa che molte domande importanti non vengono poste e che gli errori che ne risultano sono tali da generare scandali, come nel caso della manipolazione del LIBOR.  

Gli autori dello studio sottolineano che non è la qualità dei dipendenti ad esser messa in questione, ma dello sviluppo di una cultura organizzativa.

Il Professor Spicer spiega: "Molte aziende considerate le più astute, come le banche e le società finanziarie, si definiscono fondate sulla competenza e la conoscenza. Tuttavia, da una più attenta osservazione emerge che è piuttosto vero il contrario. Infatti, molte di queste aziende sono in realtà dominate dalla stupidità. Non è che in queste aziende vi siano persone con un basso quoziente intellettivo, anzi. Le persone che lavorano in queste organizzazioni sono molto intelligenti, ma non utilizzano pienamente le loro capacità intellettive. I dipendenti vengono invitati a non pensare troppo alle cose ma semplicemente a portare avanti il lavoro."

I problemi correlati a questa cultura emergono soltanto in tempi di crisi economica. In periodi di prosperità, la cultura fa sì che le persone vadano più d'accordo e che il lavoro venga completato efficientemente e senza domande.

Il Professor Spicer conclude: "Quando i membri di un'azienda non pongono troppe domande, le persone tendono ad andare maggiormente d'accordo e il lavoro a essere svolto in modo più efficiente. Anche i dipendenti beneficiano di una scalata facilitata verso la cima dell'albero della cuccagna."

La ricerca è stata pubblicata nel Journal of Management Studies.

01/02/2013 commenti (0)